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Primo Piano

Progetto di Fusione tra la Bcc di Cartura e la Bcc del Polesine

Da sinistra Ilario Novella Pres. Federveneta, Giovanni Piasentini Pres. Bcc Polesine, Mario Sarti Pres. Bcc CarturaPadova, 31.10.2013. Presentato oggi a Padova nella sede della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo il progetto di fusione tra la BCC di Cartura e la BCC del Polesine. Un progetto

che è stato illustrato al personale dipendente delle due realtà bancarie e che arriva al traguardo della presentazione alle relative assemblee dopo le necessarie autorizzazioni da parte degli organismi competenti. Il percorso di aggregazione, iniziato dai Consigli di amministrazione dei 2 Istituti nel gennaio di quest’anno e che ha visto il completamento del suo iter con l’autorizzazione di Banca d’Italia del 16 ottobre. La decisione finale sull’operazione spetterà ai soci delle due Banche, convocati in assemblea sabato 23 novembre prossimo dalla BCC del Polesine e domenica 24 novembre dalla BCC di Cartura. In caso di approvazione del progetto di fusione l’efficacia giuridica della nuova Banca partirà dal 1 gennaio 2014. 

Con l’attuazione del progetto di fusione la denominazione della Banca che ne risulterà verrà modificata in “Banca Annia - Credito Cooperativo di Cartura e del Polesine”. “Una scelta culturale- precisa il Presidente di BCC Cartura, Mario Sarti- che supera le vecchie logiche dei campanili e che impone una visione più alta dal punto di vista territoriale, strategico e di relazione, salvaguardando l’identità di entrambe le realtà e promuovendo un nuovo modo di fare aggregazione tra BCC”.

La nuova denominazione della Banca è stata infatti scelta in virtù della comune matrice storica che ha segnato ed unito due territori e due popoli: quello del Polesine e quello Padovano. Una denominazione che viene ricondotta ad una delle fondamentali vie di comunicazione nell’ambito dell’Impero Romano, essenziale per consentire il collegamento dell’area orientale dello stesso con il centro dell’Europa e dunque la penetrazione non solo militare, ma anche economica e culturale di Roma.

“La Banca aggregata – spiega il Presidente Sarti- potrà essere molto meno dipendente, rispetto alle due attuali banche, dall’economia di un territorio limitato: ampliare il mercato della raccolta e la diversificazione dei settori di impiego è uno degli obiettivi che entrambe le realtà si sono poste. Ma tra le prospettive future c’è anche quella di aumentare le opportunità di crescita del margine da servizi ai soci e alla clientela attraverso il potenziamento di alcune aree che ora difficilmente potrebbero attuare due banche separatamente, soprattutto in uno scenario globale e locale di difficoltà e di incertezza, che inevitabilmente ricade anche sulle banche e sulle BCC in particolare”.